Sestri Ponente

e' uno dei centri urbani del ponente genovese, situato tra Cornigliano e Pegli, fa parte dei Municipi di Genova come Municipio VI Medio Ponente.
A livello di unita' urbanistiche sono comprese in Sestri Ponente le unita' di "Sestri" propriamente intesa, "San Giovanni Battista", "Calcinara" e "Borzoli Ovest", che complessivamente si estendono su un'area di 3,55 km2 ed hanno una popolazione di 46.522 abitanti (al 31 dicembre 2010), tale da farne la cosiddetta "citta' nella citta'".
La sua trasformazione da piccolo centro agricolo, marinaro e turistico a cittadina industriale coincide con lo sviluppo della cantieristica navale e della siderurgia tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, periodo in cui era ancora un comune autonomo.

Le origini ed il toponimo

In epoca preromana erano probabilmente presenti in zona alcuni insediamenti, come dimostrerebbe la scoperta dei resti di un castellaro risalente all'eta' del ferro, avvenuta nell'estate del 1956 durante i lavori di ampliamento del cimitero di Sant'Alberto, nella zona occidentale della delegazione
Il nome Sestri deriva dalla volgarizzazione del latino Sextum contenuto nella frase Sextvm lapis ab Urbe Janue, nome di un piccolo villaggio sorto, probabilmente, nel II secolo dove era posta la VI pietra miliare sulla strada consolare romana, Via Æmilia Scauri che collegava Roma con Genova e successivamente con Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure.
Il villaggio, però, non aveva il suo centro nella zona attuale, bensì sulla collina retrostante; infatti la parte pianeggiante sulla quale Sestri è oggi costruita esiste solo da poco tempo. L'arretramento del mare è dovuto ad un fenomeno di bradisismo già in atto intorno all'anno mille.
è certo che anticamente il mare lambiva la collina e che poi si addentrava nella valle del torrente Chiaravagna giungendo fino alla zona del Priano formando così un piccolo golfo, chiamato golfo di San Lorenzo. A testimonianza di ciò sono state ritrovate ancore e anelli in ferro per l'ormeggio delle barche e anche le antiche carte di navigazione indicano l'esistenza di un piccolo porto tra la collina di San Giovanni e quella del Priano, colline sulle quali erano nati i nuclei originari del borgo.
Ma è su questa nuova terra prende man mano forma il nuovo borgo che darà vita alla Sestri attuale. Esiste un dipinto del 1238, considerato la più antica raffigurazione di Sestri Ponente, che ritrae una fila di case (facilmente identificabile con l'odierna via Paglia) a poca distanza dalla battigia.
Il borgo si è poi ingrandito progressivamente verso mare seguendo l'arretramento della costa ed è certo che ancora nel XVII secolo il mare arrivasse a sfiorare il centro storico di allora, tanto che la basilica di Nostra Signora Assunta fu costruita praticamente sulla spiaggia con l'entrata rivolta verso nord proprio per evitare che il mare in tempesta potesse entrare in chiesa.

L'epoca della Repubblica di Genova

All'inizio del XVII secolo, vista l'importanza che il piccolo centro aveva raggiunto, il Senato della Repubblica di Genova smembrava il Capitanato di Voltri e con un decreto legislativo del 1º maggio 1609 costituiva il nuovo Capitanato di Sestri con giurisdizione anche su Pegli, Multedo e le loro ville. Il primo Capitano del Popolo eletto a Sestri fu il patrizio Andrea Spinola.
Non si hanno notizie sicure sulla popolazione di Sestri Ponente fino al XV secolo. Agostino Giustiniani (Genova, 1470-1536), vescovo di Nebbio, nei suoi Annali della repubblica di Genova (testo pubblicato nel 1537, spesso ripreso da autori più tardi), afferma che a Sestri (Sesto) vi erano circa 800 fuochi, ovvero nuclei familiari, normalmente di 5 o 6 persone, dopo il centro di Genova il paese più popoloso tra i quelli che poi formeranno secoli dopo i quartieri della Grande Genova. Come termine di paragone, gli adiacenti Cornigliano, Multedo (Morzio), Pegli e Borzoli, secondo Giustiniani, avevano rispettivamente 66, 70, 250 e 110 fuochi, mentre quello che più si avvicina a Sestri è Voltri, che insieme ai suoi immediati dintorni aveva 740 fuochi
Nel 1568 il marchese Francesco Spinola ordina la costruzione di un edificio da adibire a prigione, a fianco di palazzo Micone, costruzioni tutt'ora esistenti al centro della delegazione.
Sappiamo, dagli scritti del frate sestrese padre Antero Maria Micone, che in occasione dell'epidemia di peste che colpì la Repubblica di Genova tra l'agosto del 1656 e la fine del 1658 che nella sola Sestri morirono oltre cinquemila persone e che fu una vera strage.

« Sembrava che ci fosse stata la fine del mondo perché da Genova a Sestri non solo non vidi essere vivente, ma neppure un segno che ve ne fossero. Guardando attorno ero stupito di non scorgere neppure una nave .... Ne seguì una tale moria per cui non vi era più bisogno di lazzaretti giacché tutto Sestri era un lazzaretto. Vi si contavano da sessanta a cento morti al giorno, fino quando a Sestri rimase una spaventosa solitudine »
(Padre Antero Micone, "Li Lazzaretti della città e riviere di Genova")

A partire dal Seicento in tutto il genovesato vennero fatte costruire dalle famiglie della nobiltà genovese sontuose ville con maestosi giardini e in questa pratica Sestri Ponente è uno dei luoghi privilegiati. Delle molte edificate qualcuna è sopravvissuta: tra esse la Villa Rossi, unico polmone verde del quartiere tranne qualche piccolo parco moderno.
Sestri seguì, ovviamente, tutte le vicende politiche che coinvolsero Genova. Nel 1797 entrò a far parte della Repubblica Ligure e nel 1805, in seguito all'annessione della stessa, nel Primo Impero francese.
Durante il periodo napoleonico furono attuate diverse riforme amministrative e le le ville della zona vennero riunite in due comuni: San Giovanni Battista, posto sulle alture retrostanti, e Sestri Ponente, sulla base delle parrocchie allora esistenti. Inoltre Sestri divenne sede di uno dei Cantoni prima del Dipartimento del Polcevera,[8] durante la Repubblica Ligure e poi del Dipartimento di Genova durante il periodo imperiale.

L'industrializzazione

Nel 1810 Sestri ha un totale di 3134 residenti ed è ancora un piccolo borgo agricolo e marinaro ma, con la costruzione del primo cantiere navale, nel 1815, inizia la sua industrializzazione. Il cinquecentesco edificio delle prigioni risulta, secondo quanto riportato dal catasto napoleonico, sede del comune[7]. Seguiranno in breve tempo numerosi stabilimenti ed officine e la Manifattura tabacchi (nel 1885) che la trasformeranno velocemente in una cittadella operaia. Nel 1898 avrà già quasi 20000 abitanti e nel 1921 raggiungeranno quasi i 30000.
Nonostante il suo rapido sviluppo però, alla fine del XIX secolo era ancora considerata una località marinara, balneare e di villeggiatura. Erano ancora numerosi i villeggianti che, nei mesi estivi, affollavano i suoi numerosissimi stabilimenti balneari tra i quali ricordiamo gli Ausonia, i Carlotta, i Colombo, i Diana, i Gille, i Grifone, i Nettuno, i Passeggiata, gli Spinola e i Tritone i cui servizi era, per l'epoca, di altissimo livello. Anche le spiagge libere erano molto frequentate dal popolo, mantenute pulite e sgombre dalle barche dei pescatori che le tiravano in secca nei punti loro dedicati: ad est a Calcinara "in ta Fossa" e, oltre la ferrovia, al centro nei pressi del Viale delle Palme (oggi Via Caterina Rossi) e a ovest in fondo a Via de Amicis (zona oggi occupata da Via dei Costo). Tutto questo, però, finirà nel giro di pochi anni in seguito al tumultuoso sviluppo industriale.

Il Novecento

Nel 1902 la Camera del Lavoro di Sestri diviene autonoma rispetto a quella di Genova (fondata alla fine dell'ottocento) e ne viene nominato segretario il socialista Dino Bruschi. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio del 1921 l'edificio verrà assalito ed incendiato da alcune squadre fasciste. L'anno dopo verrà ristrutturato dai militi della PA Croce Verde, che ancora oggi vi ha sede.
Il 22 settembre del 1903 viene eletto a sindaco l'ingegnere Carlo Canepa, il primo socialista a divenire sindaco di un comune italiano. Verrà rieletto più volte e sarà sindaco fino alle sue dimissioni l'11 luglio 1922, dimissione date dopo aver subito un'aggressione fascista. In seguito gli verrà dedicata una delle vie più belle, Il Viale, che da piazza Francesco Baracca porta verso la zona di San Giovanni Battista.
Il 13 ottobre del 1923 Sestri Ponente si ingrandisce unificandosi con il piccolo comune di San Giovanni Battista: la nuova realtà comunale avrà tuttavia vita breve, poiché nel 1926 il comune di Sestri Ponente viene soppresso, con Regio Decreto, e fatto confluire, insieme ad altri diciotto, nella costituenda Grande Genova.
Nel sentimento popolare, però, Sestri Ponente non entrerà mai a far parte a pieno titolo della città tanto che ancora oggi non è raro sentir dire ai suoi abitanti "andiamo a Genova" anziché "andiamo in centro"[9]. Anche perché Sestri Ponente, come altre "cittadine" che compongono la "Grande Genova", ha mantenuto sempre la sua identità, e per i sestresi (o meglio i sestrini, dal ligure "sestrin"), il centro del paese è rappresentato per eccellenza da piazza Francesco Baracca (già piazza Vittorio Emanuele), via Sestri (già via Garibaldi) e dalle contrade e vicoli storici intorno a queste (piazza dei Micone, via Paglia, via Alfredo D'Andrade, via Raimondo Amedeo Vigna).

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